Lions Club Rieti “Varrone”

Nel 1976 nacque il Lions Club “Leonessa”, oggi Lions Club Rieti “Varrone”.

La nascita del Lions Club a Leonessa avviene sotto la spinta emozionale, altamente positiva e qualificata, di alcuni soci del Lions Club Roma Eur, presieduto da Franco Giustozzi.

Il Club assume la sua naturale connotazione il 20 luglio 1976 quando il Notaio Enzo Chialamberto diviene primo Presidente del neo-costituito Lion Club Leonessa.

Tutti i soci furono concordi nel ritenere necessaria una prima grande manifestazione che renda visibile il Club e al tempo stresso applichi quanto contenuto negli scopi sionistici.

Venne infatti organizzata una manifestazione incentrata sul soccorso alpino che vide la presenza dell’allora Ministro delle finanze on. Franco Maria Malfatti e dell’allora comandante generale della Guardia di Finanza.

L’avvenimento servì a lanciare definitivamente la vocazione turistica di Leonessa, poiché venne realizzato un cortometraggio inviato a tutti i Lions Club nazionali.

Uno studio promosso dal Club in collaborazione con il Ministero dei Beni culturali portò alla scoperta di importantissimi affreschi di “Porta Spoletina” nella chiesa inferiore di san Francesco, che poi furono restaurati in collaborazione con il Comune di Leonessa.

Tenendo fede alle proprie caratteristiche, il Club si adopera a concretamente nel campo della solidarietà, intervenendo durante le tristi giornate del terremoto di Leonessa del 1979, viene infatti donato un completo ed attrezzato ambulatorio medico a Terzone, una delle località più colpite dal sisma.

Nel 1997 per motivi professionali, infatti la gran parte dei soci risiede ed opera a Rieti,

il Club inizia la procedura per il trasferimento della sede e per il mutamento del nome da “Leonessa a Rieti”

Operando prevalentemente a Rieti, il Club è giunto a permeare la vita della città sotto ogni aspetto, attraverso conferenze, convegni, dibattiti e filmati che hanno evidenziato le caratteristiche storiche artistiche, culturali ed ambientali del territorio.

MARCO TERENZIO VARRONE REATINO
Varrone, al cui nome è stato intestato il nostro Club, è stato il più grande erudito del I secolo a.C., il «terzo gran lume romano», come disse il Petrarca, accostandolo al poeta Virgilio e all’oratore Cicerone. Varrone è infatti l’uomo che più incarna lo spirito enciclopedico del sapere latino.
La sua produzione è immensa, anche se in gran parte
perduta, e abbraccia argomenti diversissimi, come l’agronomia, la storia, la geografia, la filosofia, il diritto, la linguistica, la filologia, la poesia. In molti di questi campi il suo contributo è stato fondamentale, in particolare nella linguistica: il suo sforzo è consistito nel recuperare il sapere del passato, raccogliendolo dalle migliori fonti greche e latine a sua disposizione.
A lui si deve la concezione della scienza come un tutto unico, ma nello stesso tempo suddiviso in varie materie ben delimitate, secondo uno schema mentale destinato a incidere profondamente sul sistema scolastico dall’antichità al Medioevo, fino ai nostri giorni.
Vissuto in un’epoca di repentini mutamenti storici e di sanguinose lotte interne, il suo continuo adattarsi alle varie vicende e i frequenti cambi di alleanze gli hanno consentito di raggiungere la bella età di 90 anni del tutto eccezionale, se non unica, per quei tempi.
Se fossimo in campo religioso, oggi sarebbe stato proclamato il santo protettore delle centinaia di parlamentari sedicenti “responsabili”, che cambiano casacca e partito a seconda di come spira il vento.

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Spesso alcuni particolari momenti della vita del Club soni stati
scanditi da pergamene miniate da un nostro socio.

ENNIO LOMBARDI

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